Sulla rivista Quality del numero 5/2002 del mese di dicembre è stata pubblicata un'intervista a Fernando Petrucci sulle caratteristiche di un'impresa competitiva.

LA RICETTA DI UNA PMI COMPETITIVA


La Petrucci Elettromeccanica, azienda di Borgaro Torinese, dimostra tutta la vivacità e l'intrapendenza tipica di ventenni. Il titolare, Fernando Petrucci, a una impressione, sembra persona schiva e di poche parole. Quando però si passano in rassegna le attività dell'azienda, ci si rende conto che la reticenza iniziale è ascrivibile all'obiettiva difficoltà di approdare a una sintesi che renda giustizia della molteplicità delle realizzazioni di questa impresa e delle competenze necessarie. Ne diamo un elenco e tenteremo un approfondimento di alcuni aspetti che ci sono parsi partocolarmente interessanti: impianti elettrici civili ed industriali; impianti e sistemi per telematica; reti informatiche locali certificate; soluzioni per lo sfruttamento dell'energia solare (installazione pannelli solari fotovoltaici; gruppi autonomi di energia alternativa); antifurto (videocontrollo remoto su connessione internet con sistema Zeus); climatizzazione (distributore autorizzato Tata Fujitsu; manutenzione; controllo periodici D. Lgs. 626. a tutto ciò si aggiunge la produzione, indirizzata al settore medicale, di componentistica per il vuoto; si tratta, nello specifico, di cavi speciali in materiale Peek per alta tensione.


Siete giunti al traguardo dei 20 anni di attività: ci racconti sinteticamente la vostra storia.

Fernando Petrucci - L'azienda è nata dalla divisione di una società precedente, formatasi nel '78. dopo tre anni, decisi di mettermi in proprio, partendo nuovamente da zero, con sede in un garage. Presi contatti con i miei clienti di fiducia, assunsi nuovo personale e da allora siamo andati via via crescendo. In seguito, siamo riusciti ad avere una struttura nostra, più grande, attrezzata in modo organico.

Colpisce il fatto che la vostra attività e gli ambiti interessati dalla vostra produzione siano così ampi e diversificati…

Fernando Petrucci - Noi siamo nati come servizio di manutenzione. Alla fine degli anni Setanta questo aspetto era piuttosto trascurato, lo si considerava una perdita di tempo e si interveniva soltanto successivamente al manifestarsi del guasto. A poco a poco, però, siamo riusciti a sensibilizzare i clienti, almeno per quelli consolidati, sull'importanza delle verifiche preventive per far sì che fosse rispettato uno standard minimo di sicurezza. Il discorso è stato recepito soprattutto dalle azinede orientata alla produzione, spesso costrette a fermare le macchine a causa di guasti accindentali, dovuti all'usura dei componenti; con questa operazione non si evita il fermo macchina, ma si ottiene un risparmio decisivo anche in termini di tempo. Pianificando le scadenze dei controlli, ad esempio, sulla base dell'impiego orario dei macchinari, l'azienda può organizzarsi in modo razionale, anche perché cerchiamo di venire incontro alle esigenze di tutti, rendendoci disponibili nei giorni festivi o nelle ore serali quando è necessario. Pertanto, al di là degli sviluppi e della diversificazione della nostra attività nel corso degli anni, la costante va individuata proprio nell'attenzione con cui abbiamo sempre seguito queste problematiche. L'esperienza e le competenze maturate nell'ambito della manutenzione sia sugli impianti sia sulle attrezzature costituiscono un elemento fondamentale del nostro bagaglio culturale e professionale. D'altra parte, l'innata curiosità e la volontà di offrire ai clinte un servizio al passo con i tempi ci hanno spinto ad ampliare il raggio della nostra attività in direzioni sempre nuove, verso settori di cui un installatore tradizionale non si occupa. I nostri sono clienti "abituali", nel senso che con molti di loro abbiamo un rapporto ormai ventennale, caratterizzato da una crescita parallela e sinergica. Tutto ciò, naturalmente, ha comportato un forte impegno professionale da parte nostra, che ha richiesto e richiede tuttora anche la frequentazione di corsi di formazione e di aggiornamento di carattere non solo normativo ma anche e soprattutto tecnico.

Come riuscite a conciliare questo impegno con lo svolgimento normale della vostra attività?

Fernando Petrucci - Io faccio, per così dire, da nave rompighiaccio per capire fino a che punto le proposte formative possono rivestire un reale interesse sia per il personale sia per le esigenze della clientela. Talora, infatti, si tratta di telematiche eccessivamente specifiche, che non rappresentano un'effettiva occasione di crescita per l'azienda, poiché non c'è la possibilità di un impiego diffuso delle informazioni raccolte e, d'altra parte, sarebbero necessarie forti risorse per restare costantemente aggiornati a 360 gradi. In ogni caso, siamo in grado di indirizzare il cliente che ci sottopone un'esigenza rispetto alla quale noi non possiamo intervenire direttamente. Il personale viene coinvolto quando i corsi sono mirati; di volta in volta, si stabilisce chi partecipa sulla base delle caratteristiche e delle preferenze di ciascuno. Ho sette dipendenti; sono tutti bravi, attenti e si impegnano, però ognuno ha preparazione, inclinazioni e competenze particolari. Ad esempio, non tutti amano produrre cavi oppure c'è chi preferisce fare installazione e chi la manutenzione. In realtà, tutti sono in grado di eseguire ogni tipo di attività, ma credo sia importante rispettare la predisposizione di ciascuno. Voglio dare a tutti l'opportunità di crescere professionalmente, ho pazienza, ma non è facile lavorare con me. Soprattutto, non è facile comprendere ed assumere la filosofia aziendale: noi lavoriamo in casa d'altri, di conseguenza, la prima regola è non dare fastidio e non interrompere il lavoro altrui. Bisogna entrare, capire come si muove il cliente, quali sono le sue esigenze ed adattarvisi; anche quando si tratta di realizzare lo stesso tipo di impianto, presso aziende che operano nello stesso settore, il lavoro presenta sempre caratteristiche peculiari, perché le aziende e le persone sono diverse e diverso è anche il loro modo di lavorare. Questa impostazione ha un'importanza fondamentale, certo non secondaria rispetto a quella delle competenze tecniche, e permette al cliente di comprendere le nostre esigenze operative. La difficoltà tecnica si risolve sempre, ma se manca questo atteggiamento di fondo non si arriva da nessuna parte. La maggior parte delle persone con cui lavoro sono con me da quindici anni, quindi, basta che ci guardiamo e già sappiamo che cosa dobbiamo fare…

Nell'ultimo decennio si è assistito a una generale sensibilizzazione nei confronti dei temi legati alla sicurezza; un elemento di primaria importanza anche per un'azienda come la vostra…

Fernando Petrucci - Diciamo che è una mentalità imposta dalla D. Lgs.626; la questione però è complessa. Il Decreto è relativamente recente, ma noi applicavamo tali principi già nell'80, quando esso ancora non c'èra. Per i nostri clienti che operano in questo regime da tanto tempo è stato semplice procedere alle integrazioni richieste dalla normativa; per altri è stato meno facile ma, una volta constatati i risultati (che si riflettono anche sull'ottimizzazione), si sono adeguati. E' certo che, nella sensibilità generale, i problemi legati alla produzione, alla necessità di evitare i fermi macchina, hanno preceduto ogni riflessione sulla sicurezza e sulla tutela di chi lavora. Ma ora è in atto un autentico cambiamento di mentalità. Dal 23 gennaio 2002 è entrato in vigore il DPR 462/01 relativo alle verifiche periodiche obbligatorie degli impianti di terra e ovviamente degli impianti elettrici.

Voi realizzate reti informatiche locali certificate. Di che cosa si tratta?

Fernando Petrucci - Abbiamo iniziato tale attività negli anni '80, quando i computer erano un oggetto sconosciuto ai più. Lavoravamo soprattutto per gli enti, INPS, assicurazioni, ecc. Già allora stendevamo chilometri di cavi per collegare i vari terminali in rete. Abbiamo sempre tenuto il passo con l'evoluzione della rete, dalle prime tipologie di installazione fino ai nuovi prodotti. Nei primi tempi, essendo un prodotto poco utilizzato, di nicchia, aveva costi abbastanza elevati; ora il mercato si è ovviamente evoluto, così come i componenti, e l'esigenza di avere più terminali in rete non è più soltanto delle grandi aziende ma anche delle piccole imprese. Inoltre, l'informatizzazione non riguarda più esclusivamente la gestione dell'ufficio, ma interessa direttamente la produzione (si pensi alle macchine a controllo numerico, al controllo della qualità del processo produttivo), il magazzino, lo stoccaggio, ecc. A seconda della frequenza su cui la rete lavora, sono state individuate, in base a criteri normativi, differenti tipologie di rete: cat.5, cat.6, cat.7 (la categoria 7 indica la velocità di lavoro più alta). Una volta realizzata la rete, vengono misurati tutti i punti rete sulla base dei parametri stabiliti per la categoria di riferimento. In questo modo si certifica che quella rete corrisponde alle caratteristiche richieste.

I temi del risparmio energetico e del rispetto ambientale sono attualissimi. Voi vi occupate anche di energia sorale: se ne parla da decenni, ma forse si tratta di un sogno?

Fernando Petrucci - Sogno ecologico, sogno di risparmio. Non è precisamente così. Tanto per iniziare, possiamo dire che questo capannone di 300mq. è scaldato con il solare, così come la casa in cui abito. L'energia solare va considerata sotto due aspetti, termico ed elettrico, che corrispondono a due modi diversi di utilizzare il sole mediante due differenti applicazioni. Con lo sfruttamento termico si intende, semplicemente, il riscaldamento dell'acqua; più interessante è lo sfruttamento elettrico, altrimenti detto fotovoltaico. Le celle al silicio, lavorate e tagliate in un determinato modo, vengono esposte al sole e, per un semplice principio fisico (il silicio è un semiconduttore classico), sprigionano energia elettrica. Abbiamo seguito questo settore fin dalle origini, ma, nonostante il suo interesse, la soluzione si è diffusa con una certa lentezza: costi decisamente elevati (il costo per kilowatt con idrocarburo era intorno alle 220 lire, con il fotovoltaico si arrivava quasi a 1000 lire); usurabilità di alcuni componenti (benchè il pannello fotovoltaico duri 30 anni), ecc. D'altro canto, i problemi legati all'inquinamento atmosferico e le esigenze di risparmio energetico permangono e, anzi, si acuiscono. Abbiamo seguito un corso organizzato dall'ENEA per capire le possibilità di sviluppi futuri. Qualche anno fa è nato un progetto europeo, "Diecimila tetti fotovoltaici", che prevede forti agevolazioni per questo tipo di installazioni. Negli ultimi due anni, pur tra difficoltà e incertezze di carattere burocratico, l'interesse è decisamente cresciuto. I prodotti alternativi ci sono, in alcuni casi sono predisposti da anni, ma il potere dell'energia su cui si regge l'economia mondiale rappresenta una barriera difficile da infrangere. Rimane il fatto che questo è un prodotto nel quale noi crediamo e che abbiamo studiato a fondo, seguendone la continua evoluzione tecnologica, per realizzarlo nel miglior modo possibile. Un atteggiamento lungimirante, come dimostra la recente apertura da parte della regione Piemonte di un nuovo bando per incentivare la realizzazione di impianti fotovoltaici, che prevede uno stanziamento di oltre tre milioni di euro a sostegno di quanti, soggetti pubblici o privati, decidano di optare per questa forma di energia alternativa.


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